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CARTOLINE D'ITALIA - Le città d'Italia - In questo mese:
Gressoney-Saint-Jean: Il più grande centro turistico della valle del Lys sorge in un ampio
pianoro erboso verso la testata della valle. Fondato nel Medioevo da coloni
Walser in fuga dalla Svizzera, il paese ne ha conservato a lungo i caratteri e
la lingua, un dialetto di tipo tedesco. Vissuto per secoli di allevamento e
sfruttando le grandi foreste che lo circondavano, Gressoney è diventato
nell’’800 un’elegante località turistica, prediletta dai Savoia che vi
costruirono (1900-4) un castello per passarvi le vacanze. Nel paese, le ville
fin-de-siècle si mescolano alle testimonianze di un passato più antico, come
le tipiche case vallesi dei secc. XVI-XVII conservate nelle frazioni vicine.
Gressoney-La-Trinité: È l’ultimo comune della valle di Gressoney o valle del Lys, nel punto più vicino alle pendici che scendono dal ghiacciaio del Monte Rosa, e alla confluenza col vallone di Netscio. Le origini di questo antico comune risalgono al sec. XII; durante il Medioevo è stato la sede di una importante comunità Walser, la popolazione di origine svizzera e lingua tedesca che si trasferì nelle valli del Monte Rosa intorno al sec. XIII. Per la sua meravigliosa posizione naturale, Gressoney è diventato fin dall’‘800 un famoso luogo di villeggiatura e di sport invernali: collegato con il comprensorio sciistico della Val d’Ayas, è il punto di partenza per ascensioni e passeggiate nelle valli contigue, e di impegnative salite alpinistiche alle vette del Monte Rosa e ai suoi numerosi rifugi, come la Capanna Margherita, il più alto d’Europa.
Molti paesi della costiera marchigiana uniscono alla vocazione turistica
l’eredità di una grande tradizione marinara, fondata ormai da secoli su di
una vasta flotta peschereccia. San Benedetto, lungo il litorale che porta al
confine con l’Abruzzo, è uno dei più noti ed attivi centri di pesca della
regione: dalla fine dell’‘800 è anche un elegante centro turistico, nato
alle spalle delle lunga spiaggia, affiancata da un lungomare fitto di palme,
oleandri e pini marittimi.
Importante centro turistico sulla costa settentrionale della Penisola
Sorrentina. Il nome di questa bella città evoca una delle più misteriose e
affascinanti invenzioni della mitologia classica, le Sirene: secondo le
leggende, l’antica Surrentum nacque in un luogo sacro al culto di queste
capricciose creature. L’insediamento originario della città, se si
escludono alcune sporadiche tracce preistoriche, risale all’età romana, e
ancora oggi le vie Tasso, Fuoro e S. Cesareo riflettono il tracciato stradale
dell’antico municipio romano. La bellezza del luogo (Sorrento è nata su di
una pianura tufacea dei monti Lattari, a strapiombo sul mare) e il clima mite
hanno fatto della città una delle più importanti mete turistiche della
regione, forse un po’ alterata da una pressione edilizia che si è molto
accresciuta nel tempo. Nel centro, tra i palazzi del ‘700 e i negozi che
espongono i bei lavori di legno intarsiato tipici dell’artigianato
cittadino, spicca un interessante edificio civile di età angioina, il Sedile
Dominova (sec. XV).
Cittadina di lunga tradizione balneare, sorge con un suo porto in
un’insenatura a est di Savona. In epoca medievale ebbe notevole importanza e
fu sede del podestà genovese che comandava anche Albisola e Celle.
L’apertura al turismo ha trasformato in gran parte l’antico assetto
cittadino, del quale restano isolate testimonianze di edifici, parti di mura,
le piazze e le chiese. In particolare va ricordata la collegiata di S.
Ambrogio, del ‘500, con un campanile in stile lombardo già appartenuto alla
chiesa precedente; al suo interno sono conservate diverse tele di valore
cinquecentesche e settecentesche. Lungo la massicciata di una ferrovia in
disuso è stata creata una frequentata passeggiata che, con una splendida
vista sulla scogliera, porta fino alla vicina Invrea.
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